Camillo Cortellini – “Ai confini del barocco bolognese”

Edizione critica a cura di Cristian Gentilini e Pier Paolo Scattolin 

 

Ai confini del barocco bolognese

Il progetto musicologico e discografico intitolato Camillo Cortellini ovvero ai confini del barocco bolognese nasce con l’intento di approfondire la conoscenza di questo importante compositore bolognese vissuto a cavallo del XVII secolo.

Cortellini segnò profondamente gli esordi della cultura barocca bolognese: l’interesse che riveste l’arte compositiva di Cortellini, di cui si sta finalmente apprezzando l’importanza storica, sta nell’essere il fondamentale anello di congiunzione fra la produzione polifonica italiana tardorinascimentale e quella barocca, che con lui esordisce nel contesto bolognese con la musica liturgica concertata di S. Petronio (la cosiddetta ‘Messa bolognese’).

Nota biografica

Camillo Cortellini nacque a Bologna il 24 gennaio del 1561, figlio del musicista Gaspare detto “il viola”; dal padre ereditò la passione per la musica e probabilmente il soprannome dal momento che fu appellato fin dalla giovinezza “il violino”. A Gaspare Cortellini, già impiegato presso il Concerto Palatino della Signoria di Bologna nei primi anni di vita di Camillo, si deve l’avviamento del figlio alla musica sia, com’è probabile, per proprio insegnamento sia per l’affidamento di questi alle cure di Alfonso Ganassi, all’epoca anch’egli impiegato nel Concerto Palatino.

 

La prima notizia certa dell’attività professionale del giovane Cortellini è il 26 febbraio 1577, data in cui entrò a far parte del Concerto della Signoria in sostituzione del padre. Da lì in poi, a parte una parentesi mantovana di cui non sappiamo quasi nulla, Cortellini trascorse la vita all’ombra delle Due Torri. Dal 1583 al 1586 pubblicò tre libri di Madrigali, indi si dedicò alla musica sacra pubblicando tra il 1595 e il 1627 tre raccolte di Messe, due di Salmi, una di Magnificat, una di Litanie. Nel 1593 venne eletto cantore nella prestigiosa Cappella di San Petronio, dove prestò la sua opera fino alla morte, avvenuta il 4 febbraio 1630, con una interruzione tra il 1608 e il 1610. Nel 1611 diventerà decano dei Musici della Signoria e maestro di cappella nella chiesa della Compagnia di Santa Maria della Morte. L’ultimo avvenimento di rilievo nella sua vita è l’adesione, in data posteriore al 1622, all’Accademia dei Filomusi, prestigiosa istituzione cittadina di cui era principe Adriano Banchieri e che vantava tra gli accademici stranieri anche Claudio Monteverdi.

copertina-cortellini

Attraverso altri studi specifici sulla sua produzione sacra, sta finalmente emergendo l’importanza della figura di Camillo Cortellini, che si sa peraltro essere stato richiesto alla corte dei Gonzaga prima che la scelta cadesse su Monteverdi. Come osserva Rossana Dalmonte, Cortellini fu autore della prima opera musicale stampata a Bologna (si tratta del Secondo Libro de’ Madrigali del 1584 per i tipi dello stampatore Giovanni Rossi) e diede anche alle stampe il primo esempio di Messe concertate bolognesi con la raccolta del Secondo Libro di Messe del 1617. Delle Azioni rappresentate in musica per la Porchetta in Piazza Maggiore a Bologna il 24 Agosto del 1627 nell’occasione della consueta “Festa della Porchetta” ci rimane purtroppo solamente il libretto, ma le notizie sullo svolgimento dell’Azione in esso contenute sono sufficienti ad indicare un ritorno di Cortellini alla produzione profana di carattere ‘civile’, dopo più di trent’anni di componimenti dedicati alla musica sacra. L’ambiente culturale, e in particolare quello poetico, sottolinea ancora la Dalmonte, metteva in relazione in maniera circolare personalità di Venezia, Mantova e Bologna, città quest’ultima cui era attribuito il ruolo di avamposto settentrionale della cultura romana. Ma a Bologna, in campo musicale, va ascritta anche un’identità autonoma, sia nella produzione sacra sia in quella profana, grazie all’attività della Cappella Musicale di S. Petronio e della Cappella Palatina della Signoria, in cui furono impegnati illustri musicisti e strumentisti: in particolare tra la fine del XVI secolo e il XVII secolo vi operarono maestri illustri come Domenico Ferrabosco, Bartolomeo Spontone, Andrea Rota, Girolamo Giacobbi, Maurizio Cazzati e Giacomo Antonio Perti, che diedero vita – soprattutto nel XVII secolo – ad una ‘scuola bolognese’ vocale e strumentale. Ed è proprio nella produzione sacra che Cortellini espleta un ruolo fondamentale nell’ambiente bolognese, in quanto alcune sue Messe sono fra le prime in Italia nello stile  ‘concertato.

Le opere

Primo Libro de’ Madrigali a 5 e 6 voci, Ferrara, Baldini, 1583 (giunto incompleto)
Secondo Libro de’ Madrigali a 5 voci , Bologna, Rossi, 1584 (giunto incompleto)
Terzo Libro de’ Madrigali a 5 voci, Ferrara, Baldini, 1586
Salmi a 6 voci, Vincenti, Venezia, 1595, ristampa 1609, 1618
Salmi a 8 voci e organo per i Vespri di tutto l’anno, Venezia, Vincenti, 1606
8 Magnificat a 6 voci, Venezia, Vincenti, 1607, ristampa 1621
Messe a 4, 5, 6 e 8 voci e organo sui toni ecclesiastici, Venezia, Vincenti, 1609, ristampe 1617, 1619
Laetanie della Beata Vergine a 5, 6, 7 e 8 voci, Venezia, Vincenti, 1615
Messe concertate a 8 voci, Venezia, Vincenti, 1617
Messe concertate a 8 voci, Venezia, Vincenti, 1626
Azioni rappresentate in musica per la Festa della Porchetta di Bologna, 1627 (soltanto il libretto)

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